Archive for dicembre 21st, 2009

Opere complete

26,50 €

Opere complete

BILENCHI ROMANO

Autore troppo a lungo dimenticato, Romano Bilenchi vede oggi finalmente riconosciuto dalla critica il ruolo di maestro della narrativa italiana, accanto a nomi del calibro di Primo Levi, Giorgio Bassani, Elsa Morante. Alieno dalla facile letteratura che ha fatto dell’eccentricità la chiave del proprio successo, Bilenchi ha una scrittura asciutta e legata alle “cose”, che si sposa a trame dense di azione drammatica. La sua opera omnia, in un volume che raccoglie “Vita di Pisto” (nella versione rivista dall’autore e mai ripubblicata dal 1931), “Il capofabbrica”, “Anna e Bruno e altri racconti“, “Conservatorio di Santa Teresa”, “II bottone di Stalingrado”, “Gli anni impossibili”, “Amici”.

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Enculee

9,90 €

Enculee

BISIOU PIERRE

L’amore dà più di quel che possiamo ricevere e pretende più di quel che possiamo dare. La brama dell’amore è un fuoco divorante. Il corpo partecipa delle impazienze dell’anima. Lo spirito brucia entro un’avidità vorace; e questa avidità, spalancata, accoglie lo spirito nella pace semplice della profondità. L’amore perde ogni misura per raggiungere la sua consumazione. (L’editore ne consiglia la vendita ai maggiori di 16 anni)

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Uomo di cinquant’anni

17,50 €

Uomo di cinquant’anni

GOETHE J. WOLFGANG

Più forte di ogni sentimento provato fino ad allora, nella vita di un severo maggiore dell’esercito irrompe l’amore, quello di una meravigliosa ragazza di nome Hilarie. I due, legati da un rapporto di parentela, sono però lontani dal coronamento del loro sogno a causa di una notevole differenza anagrafica. L’incontro non mancherà di sconvolgere l’equilibrio psichico del maggiore, improvvisamente devoto alla giovinezza perduta e pronto a tutto pur di nascondere il peso dei suoi capelli bianchi. Hilarie, da parte sua, sembra ascoltare soltanto il suo cuore… finché un incontro inaspettato non la spingerà a guardare con occhi diversi l’oggetto di un’attrazione più platonica che reale. Opera romantica per eccellenza, “L’uomo di cinquant’anni” ha un posto di assoluto rilievo nella storia della letteratura. Un racconto indimenticabile a cui devono molto – insieme al Thomas Mann de “La morte a Venezia” – i più grandi autori del Novecento europeo.

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Sette nanni lavoravano ma biancaneve l’ha data al principe

11 €

Sette nanni lavoravano ma biancaneve l’ha data al principe (

CATONE & LORENTZ

Direttamente dalla pagine di “Linus” e della rubrica “Cedo Cane Perché Morto”, tutte le più incredibili offerte di lavoro mai pubblicate sul web: “modellista intimo maschile”, “addetto ciclo attivo”, “indossatrice scarpe”, “mobility manager” e molti altri orrori con cui tentare la scalata a uno stipendio in doppia cifra.

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Le notti a Santa Caterina

18 €

Le notti a Santa Caterina

DUNANT SARAH

È il 1570 e il buio sta calando sul Santa Caterina a Ferrara, uno dei conventi più rinomati della città che, con le elargizioni di ricche e nobili famiglie e i frutti del vasto podere ritagliato all’interno delle sue mura, provvede al sostentamento di un elevato numero di suore, otto o nove postulanti, alcune convittrici e venticinque converse. Come ogni sera, la sorella guardiana fa il giro dei corridoi misurando lo scorrere del tempo fino a mattutino, due ore dopo la mezzanotte. È una sera particolarmente agitata questa. I singhiozzi della novizia appena arrivata si odono per tutto il convento. E stata ribattezzata Serafina e avrà quindici o sedici anni. Appartiene a un’illustre famiglia milanese. Per dimostrare il proprio attaccamento alla città di Ferrara, con la quale intrattiene affari lucrosi, il padre ha deciso, come recita la sua nobile missiva, di donare all’insigne monastero la sua figlia «illibata, nutrita dall’amor di Dio e con una voce da usignolo». In realtà, ha ubbidito a un comportamento diventato legge nell’Europa della seconda metà del sedicesimo secolo, in cui le doti si sono fatte così dispendiose da costringere l’aristocrazia a maritare una sola figlia e a spedire le altre in convento. La giovane, avvenente Serafina fa parte appunto di quella metà delle nobildonne milanesi costrette a prendere i voti, non necessariamente di buon grado.

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