Io, Jean Gabin

Una storia autobiografica attraversata dall’energia e dall’intelligenza: il racconto di alcuni giorni di vita di Goliarda dodicenne, tra i film con Jean Gabin, lunghi giri nella casba catanese, e la famiglia sgangherata, anarchica e vitalissima in cui è cresciuta —«Sola, bilanciandomi su passi brevi ed energici sprizzanti coraggio altezzoso, adattavo i miei piccoli piedi alla camminata piena d’autosufficienza virile di Jean Gabin, fissando gli occhi bui della mia casbah di lava e tramutandola istantaneamente nell’intricato nitore della Sua, gli occhi attenti al confidente-spia che sempre, fra i tanti visi sorridenti e fidati, poteva nascondersi o sbucare fuori a ogni cantone più buio, a ogni basso più socchiuso degli altri»: il modello di Goliarda ragazzina è un’icona anarchica e socialista del cinema francese, conosciuta nei pomeriggi passati al cinema Mirone di Catania e molto amata dai pochi italiani che negli anni Trenta si opponevano al fascismo. Un attore che a Goliarda insegna anche ad amare le donne, sempre al centro dei romanzi della Goliarda scrittrice, e una certa idea di femminilità, lontana dal femminismo teso alla omologazione dei sessi che Sapienza non condivise mai, nella vita come nei libri.
E proprio come Pepé le Moko nei vicoli della casbah, Goliarda, abbandonata la scuola, portavoce sotto il regime di «una brodaglia di cultura», si avventura nelle stradine della Civita, l’antico quartiere di Catania popolato da prostitute e artigiani, pescatori e pupari. Un ambiente brulicante di vita non meno della singolare famiglia in cui si trova a crescere e di cui Goliarda traccia un ritratto affettuoso e sincero: dal padre, noto avvocato e antifascista, alla madre socialista, che rese l’abitazione catanese dei Sapienza un centro della resistenza al regime frequentato anche dallo scrittore Brancati, ai tanti fratelli acquisiti, ognuno con la sua inconfondibile personalità.
– Data di uscita: 16 Feb 10

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