Archive for marzo 11th, 2010

Ricordi di mia madre

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Ricordi di mia madre

YASUSHI INOUE

“Mia madre dava l’impressione di essere un meccanismo rotto. Non era malata, ma una parte di lei aveva ceduto… Le parti integre e quelle compromesse si mischiavano di continuo ed era arduo distinguerle. Nonostante fosse afflitta da una notevole mancanza di memoria, vi erano particolari che ricordava perfettamente”. Così leggiamo in questi “Ricordi di mia madre”, in cui Inoue cela, con pudore, il suo lato più intimo e dolente. E non possiamo non ascoltare partecipi quella voce che ci spiega come la donna “avesse incominciato a cancellare a ritroso, con una gomma, la lunga linea della sua vita”, del tutto inconsapevolmente, “perché a tenere in mano la gomma era quell’evento ineluttabile che è la vecchiaia”. Vecchiaia su cui Inoue ci offre, con quest’opera in tre tempi, pagine fra le più intense che abbia mai scritto, dove riesce a trovare la misura perfetta, con una delicatezza di tratto che nulla concede all’effusione sentimentale, per raccontare un lento congedo, raffigurare angosce primordiali ed evocare immagini che si incidono nella memoria. Come quella dell’anziana donna che – con una lampadina tascabile in mano – vaga di notte nella casa del figlio, senza che sia possibile sapere se ora, nella sua mente, lei è la madre alla disperata ricerca del bambino perduto o la bambina smarrita in cerca della mamma.

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Ritual

È buio, nelle acque limacciose del porto di Bristol. Ma è solo nell’oscurità del fondo marino che il sergente di polizia specializzato in ricerche subacquee Phoebe «Flea» Marley si sente a proprio agio. Soltanto qui, infatti, protetta dalla muta, può essere veramente se stessa e sfuggire ai fantasmi del suo passato… È brava nel suo lavoro, Flea: e anche questa volta, scandagliando a tentoni il fondale fangoso, trova quello che stava cercando, dopo la segnalazione di un cittadino. Una mano umana. Una mano a cui non è attaccato nessun corpo.
E dopo pochi giorni, sempre nella stessa zona, viene ritrovata anche l’altra. Ma l’orrore è solo all’inizio: le perizie mediche dimostrano infatti che la vittima potrebbe essere ancora viva. Ma dove si trova? Chi ha tagliato quelle mani e perché? Possibile che qualcuno, a Bristol, stia orchestrando un orribile rituale di morte? – Data di uscita: 18 Mar 10

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Milano ordina: uccidete Borsellino

A diciotto anni di distanza ignoriamo chi azionò il telecomando della strage di via D’Amelio, in cui vennero macellati Paolo Borsellino e i cinque agenti di scorta. Oggi sappiamo soltanto che Cosa Nostra partecipò alla preparazione dell’attentato e che Borsellino non fu ucciso per il fallimento della trattativa condotta dai carabinieri con Riina attraverso la mediazione di Vito Ciancimino. La minuziosa rilettura d’ingialliti verbali, le dichiarazioni di antichi testimoni, l’incrociarsi di vecchie e nuove verità aprono uno scenario rabbrividente. Sullo sfondo campeggia inquietante il Ros dei carabinieri: a che gioco giocava? Assodato che fu Provenzano a consegnare Riina, quali garanti dal gennaio ’93 hanno protetto la latitanza di «zu Binnu», non a caso arrestato dalla polizia?
Un filo rosso lega via D’Amelio a Capaci. Falcone e Borsellino puntavano su Milano, da oltre vent’anni vera capitale della mafia. All’interno dei suoi insospettabili salotti i boss avevano trovato i complici ideali per riciclare e moltiplicare le centinaia di miliardi guadagnati con il traffico internazionale degli stupefacenti. L’appoggio di banchieri, imprenditori, finanzieri aveva consentito alle «famiglie» siciliane di trasformarsi in un impero economico capace di condizionare la vita del Paese: molti, dunque, volevano stoppare i due magistrati palermitani. Nei suoi cinquantasette giorni di corsa contro la morte Borsellino aveva capito il complesso meccanismo di quattrini e di complicità nel quale persino Riina e Provenzano agivano spesso da pupi, anziché da pupari. Ma lo Stato, nel cui nome Paolo sfidava il Male, fece ben poco per proteggerlo. Questo libro vi racconta come e perché. – Data di uscita: 18 Mar 10

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Il libro Viola. Storia del movimento No B-Day.

Chi poteva immaginare che il No Berlusconi Day si sarebbe trasformato in una delle più importanti manifestazioni autopromosse e autorganizzate attraverso l’uso di Internet? E invece così è stato. Più di un milione di persone si sono mobilitate per dire: «Berlusconi dimettiti». Senza aspettare nessun ordine dall’alto, senza chiedere nessun permesso, un intero popolo si è autoconvocato e finanziato sfruttando con inventiva e pluralismo le opportunità del Web. Questo libro racconta – attraverso gli occhi di uno dei protagonisti dell’antiberlusconismo in Italia – la genesi del No Berlusconi Day e spiega com’è successo che i cittadini italiani si siano ribellati all’impotenza dei partiti della Sinistra e abbiano preteso la parola.
In queste pagine rivivono i volti, i linguaggi e le storie di un’enorme intelligenza collettiva che ha abbandonato il pensiero pigro per trasformarsi nel Popolo Viola e non ha alcuna intenzione di fermarsi. Un piccolo saggio su questo MoveOn all’italiana, con alcuni consigli su come utilizzare il proprio tempo libero per fare quello che i partiti non sanno più fare. – Data di uscita: 4 Mar 10

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